L’ultimo spot della Nike è una lezione per tutti

L’ultimo spot della Nike che nel giro di una settimana dal lancio ha superato le 36 milioni di visualizzazioni è l’esempio perfetto di come la comunicazione sia cambiata negli ultimi anni. Firmato da Wieden + Kennedy, il nuovo spot della Nike rappresenta un vero e proprio capolavoro in termini di strategia, intuito, creatività e tecnica. È stato realizzato, infatti, passando in rassegna oltre 4000 filmati e selezionandone 72 che si fondessero tra loro sinergicamente.

Sullo schermo diviso in due si susseguono scene di atleti diversi fra loro che si combinano in una sequenza di gesti e movimenti perfettamente sincronizzati. Atleti disabili e non, americani e musulmani, uomini e donne appartenenti a ogni etnia e colore della pelle raccontano insieme come lo sport possa solo unire, senza mai fermarsi: “You can’t stop sport, you can’t stop us”.

Ancora una volta, Nike invita all’unità collettiva e alla solidarietà davanti al razzismo, alla crisi sanitaria, alle disuguaglianze tra uomini e donne. Lo fa con uno spot che fa subito boom di visualizzazioni, diventando un successo internazionale, anche se in realtà lo fa da tantissimo tempo facendo dell’uguaglianza  sociale l’asse portante della sua comunicazione e marketing, 

Negli ultimi anni sono state tantissime le iniziative e le campagne incentrare sull’argomento, una fra tutte la collezione Rainbow lanciata in occasione del Gay Pride. L’esposizione e la posizione del brand, anche a seguito della vicenda di George Floyd dimostra come Nike stia perseguendo una strada su cui molti brand dovranno riflettere prima o poi: oggi lo scontrino è diventato un atto politico, i consumatori sono molto più attenti, consapevoli e responsabili.

Tutta la comunicazione delle aziende non basta più se resta concentrata sul prodotto, ma deve necessariamente diventare etica, deve creare scambio con i suoi interlocutori, deve rappresentare un esempio da seguire. Non a caso uno dei ruoli sempre più importanti del CMO (Chief marketing officer) è quello di far corrispondere i valori su cui si fonda l’azienda con ciò che la marca promette ai consumatori. Per le aziende è arrivato il momento di non chiedersi più “cosa vendiamo”, ma “chi siamo”.

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